|
Due
parole in lingua inglese MALE•FEMALE (maschile•femminile) sono titolo e
proposta di percorso per la mostra di Deanna Galletto; è stata una scelta
motivata sia dal punto di vista formale che concettuale, sono sembrati i
termini più espressivi come suono, successione alfabetica, composizione
sillabica.
L'inclusione "geografica" e semantica del primo nel
secondo, inoltre, evidenzia il filo conduttore che unisce le opere
dell'artista pur nella pluralità dei linguaggi usati.
Parlare
di uomo e donna in questo nostro tempo, dopo la crisi del pensiero forte e
del femminismo come movimento attivo, è un atto di coraggio, non si ha
paura della memoria e la nostalgia non è un alibi, è anche un atto di
timidezza e creatività culturale: provare a ricomporre il concetto di
persona al di là degli stereotipi contrapposti.
Persona come integrazione soma-psiche, come unione d'aggressività e
tenerezza, come ambiguità: FE-MALE, appunto.
Quasi un'omeopatia.
Se è bello ripensare che nei miti più arcaici la creatrice
dell'universo era la Grande Madre, è anche rassicurante desiderare che
"il padre degli utensili e la madre degli affetti", pur distinti,
abbiano una comune creatività culturale.
La
ricerca di Deanna Galletto ha privilegiato il tema della sessualità: questo
è il senso delle compenetrazioni impresse e ripetute nelle incisioni, della
vita e delle storie dei materiali delle fotografie, della “foresta” di
segni degli acquerelli, delle ambigue metamorfosi che escono dal video.
Giovanna
Riu, La Spezia, Luglio
1991
|
|