Deanna Galletto
Ricordando Pier Paolo Pasolini
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Pur tenendo conto dell'irriducibile individualità dell'opera d’arte e, ancor più, della peculiarità del suo linguaggio impropriamente ricondotto e spiegato con altri, nei lavori di Deanna Galletto sono rimasti come calco e impronta i motivi aspiratori dell’arte e della vita contraddittoria di Pasolini. Suoi versi segnano come scalfitture profonde e faticosamente leggibili le superfici materiche differenziate per morfologia, variazione cromatica, spessore. Materia apparentemente violata nella sua interezza e nella sua tensione, materia che suggerisce immagini di sensualità, ma anche di morte, materia dove affiorano lamine di metallo come ferite. Anche la poesia di Pasolini è stata vissuta, di volta in volta, come bisogno supremo di riscatto, come consapevolezza ultima di illusione, come fuga dal piacere persuasivo della letteratura pura. In un’intervista in versi dei 1966, dice:
...
io vorrei
soltanto vivere
La
paura
e la fascinosa inutilità del vivere solo letterariamente vengono
esorcizzate e convertite in fame di azione e gloriosa carnalità anche
nella produzione cinematografica con il
Decameron,
I racconti di Canterbury e Il Fiore delle Mille e una notte, trilogia alla quale Deanna Galletto ha dedicato tre opere
dove rispettivamente si esaltano la golosità del vivere, la sorpresa del
viaggio anche in senso metaforico e il senso dell’immaginifico.
Hanno un denominatore comune: una soddisfatta, luminosa carnalità
e un altrettanto feroce e disperato amore per la vita che contiene in se
il seme dell'autodistruzione. Ancora
amore e morte.
Giovanna Riu, La Spezia, Luglio1994 Sobria e pur interessante e unitaria, sia sul piano dei messaggi sia su quello propriamente cromatico, la personale di Deanna Galletto nell'angusto quanto accogliente spazio della Torre Capitolare di Porto Venere. La pittrice, che vanta un curriculum ricco di esperienze e di affermazioni, (a Roma, Milano, Urbino, Venezia) nella calcografia, nella ricerca teatrale, nella scenografia, nel designer, nella fotografia, negli audiovisivi, ha in questi ultimi anni, dal ’91, affrontato il difficile percorso del multimediale, mostrando un'acuta sensibilità e acquisendo in breve tempo una tecnica non comune nella grafica e nella pittura. Nella mostra portovenerese (illustrata da un depliant e da un nitido videocatalogo con interventi critici di Giovanna Riu e dello scrivente) la Galletto ha voluto rendere un singolare, struggente omaggio a Pier Paolo Pasolini - poeta, inserendo stupendi e amari versi dei grande friulano in dipinti ove la materia coloristica è davvero ricca e narrante pur nella sua onirica astrazione. Il ripostiglio della sua memoria (entro cui abitano o coabitano le umane contraddizioni e le più sanguinanti tensioni) è in realtà un vasto e magmatico paesaggio mentale con forme, segni (la poesia pasoliniana appunto) e grumi che lasciano chiaramente intendere la presenza di dolori forti e di ferite aperte, frutto di una consapevolezza dell'impenetrabilità sostanziale delle ragioni dell'essere e di una sorta di voglia di liberazione, di entusiastico rischio. Mi piace notare che oltre alla bella “trilogia” pittorica - ove i colori dialogano e diventano percorso ideolologico-sentimentale - ci sono opere, (alcune esposte, altre che ho avuto il piacere di ammirare) che ci conducono entro spazi mobili e assolutamente liberi, fra le luci primarie (grandi albe e drammatici tramonti), nel nucleo di intuizioni inquiete, quanto esaltanti, nei meandri, di una immaginazione viandante e volutamente perigliosa, nella speranza dei grandi chiarimenti e di scoperte un po’ rasserenanti. Ancora il grande Pasolini docet.
Ferruccio Battolini, La Spezia, Settembre
1994
…Questo
punto di vista dell'artista, cioè vedere il mondo colorato piuttosto che
grigio, si manifesta anche nei quadri dedicati a Pier Paolo Pasolini.
Deanna Galletto non ha colto, per le sue opere pittoriche,
l'aspetto malinconico di Pasolini, quello che appare in tanti suoi scritti
o film, ha cercato di esprimere piuttosto minaccia, violenza e lotta nel
suo modo di dipingere forte e pastoso. Quasi a voler rafforzare la
dinamica del dipinto vi incide " Versi, versi, scrivo! versi! ". Nell'opera "Lottai
con le armi della poesia" la superficie dipinta diviene campo di
battaglia: taglienti strisce di rame incluse nella materia pittorica,
dalle tinte spesso tenui, creano così un' impressione di paesaggio
spigoloso ed aggressivo. L'artista
condivide con Pasolini il piacere di raccontare storie e metafore. Joachim
v. Klein, Berlin,
Mai 1997 |
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